Agiamo subito per evitare: pressione alta; disturbi renali e dell’apparato urinario; vene varicose ed emorroidi; ritenzione dei liquidi, edemi agli arti inferiori, cellulite; mestruazioni scarse e dolorose. A fine articolo trovi una chicca super detox super facile da fare dall’11 al 17 febbraio!
Rimettere a posto le acque è il compito d’elezione del mese di febbraio (soprattutto da metà mese) e delle prime due settimane di marzo.

(Immagine di Elena Ticozzi Valerio)
In natura, le temperature invernali iniziano ad alzarsi e la linfa delle piante, che durante l’autunno-inverno riposa nelle radici, si prepara a risalire verso le gemme. Tutti i trattamenti di pulizia e riequilibrio del sistema linfatico a febbraio e marzo funzionano meglio! Anche la depurazione delle acque del corpo è particolarmente indicata in questo periodo, puntando un’attenzione speciale a quella renale.
Inoltre, dal 18 febbraio, inizia il periodo di purificazione e depurazione che precede la primavera. Per i cattolici è la Quaresima, ma anche nelle altre religioni e nella cultura pagana pre-cattolica è periodo di alleggerimento, digiuno, purificazione.
Per tutta la Quaresima è molto efficace mangiare cibi semplici, cucinati freschi, non processati, evitando il più possibile la carne e riducendo le altre proteine animali, a favore di verdura, legumi, cereali in chicco e !frutta. Cenare un po’ prima, quando è possibile, e leggero, può considerarsi una specie di digiuno notturno che aiuta il corpo a depurarsi durante il sonno. Soprattutto se si accompagna la cena con tisane drenanti e depurative.
Ma riportiamo l’attenzione sul ristagno dei liquidi! E’ a febbraio, col suo sole pallido e freddo che si compie l’ultimo e fondamentale atto di gestazione della natura, quello di riordinare le acque. L’energia vitale custodita nel grembo della terra nei freddi mesi di dicembre e gennaio, sta diventando acqua che si addensa sempre più per prepararsi al “parto” primaverile di marzo in cui la natura tornerà alla luce. E’ quindi un momento delicato in cui la terra riordina le acque per farle defluire nel modo migliore. Anche il nostro corpo, che vive lo stesso momento cosmico della natura, deve addensare i suoi liquidi prima dell’esplosione ormonale primaverile.
Sistema linfatico e reni, ecco i due pilastri su cui verteranno i miei consigli.
Il sistema linfatico:
- mantiene l’omeostasi dei liquidi corporei raccogliendo il liquido interstiziale in eccesso tra le cellule e lo riporta nel circolo sanguigno, evitando gonfiori e ritenzione idrica.
- Ospita, produce e trasporta i linfociti all’interno dei linfonodi, agendo da filtro contro virus, batteri e cellule tumorali.
- Trasporta detriti cellulari, proteine e sostanze di scarto lontani dai tessuti.
Va da sé che un sistema linfatico ben funzionante è necessario. Cosa possiamo fare per aiutarlo? Il sistema linfatico, rispetto a quello sanguigno arterioso, è superficiale nel corpo, di conseguenza trae beneficio dal linfodrenaggio e dai bendaggi. Il linfodrenaggio manuale è un pompage, ovvero movimenti dolci e cadenzati delle mani che spingono la linfa verso i linfonodi principali per facilitarne l’eliminazione. I bendaggi, quando la ritenzione dei liquidi diventa importante e/o patologica devono essere fatti da personale estetico o medico qualificato. Anche bagni e impacchi al sale sono efficaci, attivano in buon processo di detossinazione ed eliminazione dei liquidi. L’attività fisica regolare aiuta molto: camminate, nuoto, bicicletta, ecc. L’importante che non sia eccessivamente pesante, traumatica su muscoli e articolazione e crei infiammazione.
Un rimedio naturale d’elezione è la linfa di betulla, assunta sottoforma di gemmoterapico o tintura, per le prossime 4-6 settimane è in grado di depurare l’organismo e drenare. I suoi campi d’elezione sono: cellulite, sovrappeso, ritenzione idrica, iperuricemia, forme degenerative dell’apparato osteoarticolare. Da sola è un ottimo prodotto, ma può essere associata ad altri gemmoterapici o tinture che ne rafforzino e completino l’azione, in base al terreno costituzionale della persona e gli obiettivi da raggiungere. Per chi è allergico alle betullacee ovviamente non va bene.
I reni sono organi vitali:
- Filtrano e depurano costantemente il sangue, rimuovono: urea, creatinina e farmaci grazie alla produzione di urina.
- Hanno azione di regolazione idro-elettrolitica, mantenendo il corretto bilancio di: acqua, sodio, potassio, calcio e fosforo.
- Controllano la pressione arteriosa. Producono l’enzima renina e regolano il volume sanguigno.
- Hanno funzione endocrina. Producono l’ormone eritropoietina che stimola il midollo osseo a produrre globuli rossi, convertono la vitamina D nella sua forma attiva.
- Regolano il PH del sangue, eliminando ioni di idrogeno e riassorbendo bicarbonato.
Cosa possiamo fare per il buon funzionamento renale? Innanzitutto coprirli bene, perché non amano il freddo. Idratarli sia bevendo liquidi che assumendo verdure e frutta. Vanno privilegiati liquidi tiepidi o caldi (tisane, infusi, acqua tiepida), l’acqua andrebbe masticata prima di essere deglutita, ti sembrerà pazzesco ma la rende più digeribile! Se non vuoi masticarla, in commercio ci sono dei tubetti di ceramica probiotica che purificano e vivificano l’acqua e inseriti nella bottiglia la rendono più leggera e digeribile.
Tra le tante piante che aiutano i reni, quella che è sempre stata usata da me, mia mamma e mia nonna, ha quindi un’efficacia dimostrata da ben tre generazioni, è la radice di gramigna. Nonna Bruna e poi mio padre, la raccoglievano fresca, io mi devo accontentare di quella già essiccata che acquisto in erboristeria, spesso la faccio miscelare con altre piante sinergiche. La gramigna ha proprietà diuretiche, antinfiammatorie e depurative delle vie urinarie. Il suo rizoma, ricco di triticina, sali minerali e mucillagini, aiuta a contrastare: cistiti, infezioni urinarie, calcoli renali, tosse, gotta e dolori reumatici. Inoltre sgonfia! Ne è sconsigliato l’uso in caso di edemi dovuti a insufficienza renale o cardiaca e in presenza di squilibri idroelettrolitici, ciò a causa della sua potente azione diuretica. Si può assumere sottoforma di decotto, che io prediligo in quanto ci permette di bere di più o sottoforma di tintura. Provala per una settimana!
Concludo questa serie di consigli con una detox veloce e potente, facile e adatta a tutti!
SETTE LIMONI LAVANO IL SANGUE
Dal 10 al 17 febbraio. Procurati 7 limoni! E usali al mattino a digiuno, miscelandoli ad un po’ d’acqua.
1° giorno: spremi e bevi il succo di mezzo limone.
2° giorno: spremi e bevi il succo di un limone.
3° giorno: spremi e bevi il succo di un limone e mezzo.
4° giorno: spremi e bevi ancora il succo di un limone e mezzo.
5° giorno: spremi e bevi il succo di un limone.
6° giorno: spremi e bevi ancora il succo di un limone.
7° giorno: spremi e bevi il succo di mezzo limone.
Il succo di limone, se assunto a digiuno, perde la sua azione astringente per diventare drenante. Inoltre disinfetta l’apparato gastroenterico, il suo sapore è acido, ma nello stomaco ha funzione alcalinizzante, ottimo per gastrite e reflusso. Ricco di vitamina C, potassio, acido citrico e antiossidanti. E’ un antibatterico naturale, rafforza le difese immunitarie, abbassa il colesterolo cattivo. Insomma è un toccasana!
Spero che questo articolo ti sia utile! Se hai piacere condividilo con chi pensa possa beneficiarne.
A presto!
Pamela Moscardin














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